
Non sono mai stato capito. O almeno credo che sia così. Forse voglio che non mi capiscano, anzi è così, senza forse. Spesso quando mi parlano, quando mi fanno un discorso lungo e ragionato, pieno di idee che si pensano originali e intelligenti, non capisco. Io annuisco, controbatto con il mio punto di vista, recito la mia parte e faccio sì che un monologo diventi un dialogo ma quasi sempre mi metto a pensare ad altro, mi deconcentro. Sono convinto che buona parte delle parole che una persona si impegna di pensare e dire diventino inutili nello spazio che divide due persone che parlano, nell'atto di entrare nelle orecchie dell'ascoltatore. E' differente l'importanza che le persone danno alle parole e alle idee. Mi è capitato spesso di avanzare idee che credevo fossero geniali o almeno acute e di aspettarmi interesse e complicità da parte degli altri. Ma venivo quasi sempre deluso dalla reazione che vedevo. Così adesso mi difendo sminuendo la mia idea già in partenza, dicendo che è "una cazzata, un'idea così che mi è venuta". Mi chiedo se anche gli altri soffrano di queste delusioni comunicative o se se ne fregano continuando a essere contenti delle proprie idee. Esiste la paura di dire cose stupide, perchè se poi le dici la gente può pensare che lo sia tu stesso, stupido. Ma penso che questa sia una paura tra le meno essenziali alla vita perchè tanto è più facile non essere ascoltato e capito che il contrario.
C'è poi la questione -o forse sarebbe meglio dire dubbio- se quando parliamo siamo onesti o spontanei, se diciamo quello che pensiamo, se diciamo cose "vere". Che cos'è poi questa verita che vorremmo comunicare? E' così importante? E' così primaria? Ma forse voglio solo ironizzare perchè mi manca il coraggio di fare diversamente. Pensare che anche gli altri non mi capiscano o non mi vogliano capire mi facilita le cose, facilita la mia maniera di vedere. Se avessi la speranza crederei che la gente riesca a trasmettersi quasi empaticamente cose vere. Ma non mi è per niente facile. Vivo nel continuo conflitto tra il non credere nella verità nella comunicazione e il volerla perseguire. Penso che sia patetico, perchè quando vuoi fare una cosa la dovresti fare, non pensarci su e teorizzare. Adesso che scrivo è ancora più difficile essere spontaneo perchè penso al bello scrivere, allo stile e le cose di cui parlo non sono cose che mi angustiano nel bel mezzo di una discussione reale. E' solo voglia di scrivere qualcosa. Una teoria che non cambierà niente, che non cambierà nessuno e neanche me.
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