Fino al momento della mia resurrezione dovrò stare a guardare.
i miei occhi si stancheranno ma il fluire non morirà,
ci sarà sempre qualcosa da vedere,
anche quando ci sarà solo nulla.
Il monotono susseguirsi di tutto questo
ingoierà senza fare alcun rumore tutto quello che sono,
tutto quello che potrei essere,
tutto.
E così sarò nulla nel nulla di questa digestione mistica e trascendente.
Sarò nulla in attesa, in smaniosa ed epilettica attesa del Tutto,
o almeno di qualcosa di vivibile.
Ma cosa blatero e farnetico?
cos'è la resurrezione?
Niente.
e io allora rimarrò fermo,
in attesa,
stupido di stupida speranza.
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