venerdì 2 gennaio 2009

La mia vita precedente passata come città fottuta da cazzi di legno


Io sono Troia nell'attesa del Caos che verrà in forma di cavalli vuoti all'interno, e mi lusingherà prima, parole dolci a non finire e senza senso.
I cavalli mi lasciano schegge sullo sfintere, sfintere dolorante e molliccio.
È colpa di Ulisse, che ora è beato con la sua dolce Penny tra le gambe, che gli fa dimenticare le sirene e la cera e le corde, con la sua bocca esperta di maglia.
Sono Troia dei giorni migliori e adesso perdo la mia unità architettonica.
C'è l'Osso che mi guarda e ride e io non so che dirgli, ma non era cieco?
È tutto così bello da vedere, ma è la mia materia a consumarsi tra saliva e boli terrificanti.
Non dovrei avere voce, io, dato che sono un feticcio, ma ho la mia pazzia e i miei templi erotici sollazzati, quindi ascoltate, perché ve la voglio regalare la visione.
Sono Troia tra le fiamme e tutti pensano a fondare città, vengono dimenticate in fretta le meretrici del mondo.

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