domenica 4 gennaio 2009

Un dolce peso


La mia piccola libreria comincia ad essere,
appunto,

troppo piccola.
I libri vanno a poco a poco spargendosi nella stanza,
occupando il loro polveroso posto.
Ammonticchiati uno sull'altro formano pile irregolari

e traballanti che è meglio non toccare.
E l'ordine, l'unico che io concepisco,

quello dei libri,

si sfalda
e così
mi ritrovo a dover camminare in punta di piedi
per non farmi franare addosso questo cartaceo peso.

In fondo io non mi lamento

dato il mio attaccamento,

il mio libresco feticismo
alla carta e al suo chimico odore,
eh si, odore di carta vecchia
che a me ricorda quello della vaniglia,
odore di inchiostro fresco di stampa,

odore di colla e pensiero rappreso.

E mi sorprendo sempre della falsa inerzia
che ha tutto questo,
della materia di cui è composto

e del segreto che trattiene al suo interno.

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